venerdì 31 marzo 2017

CODICE ETICO E DI CONDOTTA DELLO STUDIO



1. INTRODUZIONE

1.1. LA COSTRUZIONE DEL CODICE ETICO
 Il Codice Etico di GiottoStudio descrive l’insieme dei valori e dei principi etici che caratterizzano l’attività di tutti coloro i quali operano all’interno dello Studio.
La costruzione del codice etico ha avuto come punto di partenza le norme e i principi del Codice Deontologico dei Dottori Commercialisti e del Codice Deontologico della Privacy.
Il Codice è basato anche su norme non giuridiche, ed e rivolto alla sensibilità morale e professionale delle singole persone. Tutti i partecipanti al funzionamento di GiottoStudio hanno la responsabilità morale della diffusione e dell’applicazione dei valori espressi dal Codice, con riferimento alle funzioni loro attribuite.
1.2 OBIETTIVI
L’obiettivo principale del Codice Etico di GiottoStudio è quello di far sì che ogni persona, nell’esercizio della propria attività professionale, adotti comportamenti eticamente positivi all’interno e all’esterno dello Studio.
Nella fattispecie, la condivisione e l’osservanza dei valori e dei principi etici si è tradotta, in termini concreti, oltre che in una forte aggregazione interna e in relazioni esterne “trasparenti”, nella instaurazione di rapporti duraturi con i propri clienti.
1.3 DESTINATARI
Il Codice Etico si rivolge a tutti i professionisti,  dipendenti, collaboratori e partner dello Studio, denominati “destinatari del codice”, che devono conoscere e osservare le norme deontologiche in esso contenute, improntando la propria condotta alla cooperazione e reciproca collaborazione.
Attraverso il Codice, lo Studio, vuole, altresì, promuovere e comunicare all’esterno i valori guida che contraddistinguono le proprie metodologie di lavoro.
La consultazione del Codice Etico è, quindi, aperta a chiunque volesse prenderne visione e, per tale ragione, lo stesso è stato pubblicato on line sul blog di GiottoStudio. Inoltre una copia cartacea del Codice è a disposizione, per la consultazione, presso la segreteria dello Studio.

2. PRINCIPI GENERALI
Il Codice costituisce un insieme di principi la cui osservanza è di fondamentale importanza per il regolare funzionamento, l'affidabilità della gestione e l'immagine di GiottoStudio. A tali principi si richiamano le operazioni, i comportamenti e i rapporti, sia interni che esterni.
In particolare i valori guida di GiottoStudio, ai quali deve essere ispirata l’operatività quotidiana di tutti i componenti dell’organizzazione dello Studio medesimo, sono i seguenti:
soddisfazione del cliente, intesa come fornitura servizi che abbiano la massima rispondenza alle necessità, allo status, alla cultura e alle aspettative delle controparti;
personalizzazione del servizio, inteso come coinvolgimento personale nella ricerca del massimo valore aggiunto da attribuire a tutte le relazioni commerciali;
rispetto della normativa interna ed esterna, intesa come ricerca continua di modalità operative adeguate all’organizzazione dello Studio e alle disposizioni di legge, sia primarie che secondarie;
correttezza di comportamento, intesa come riconducibilità dei comportamenti agli standard qualitativi descritti nel presente Codice;
giusta remunerazione del capitale di rischio dello Studio e dei singoli partecipanti, intesa come ricerca continua di una redditività adeguata alla complessità ed alla rischiosità complessiva delle attività svolte;
priorità all’investimento a supporto dell’attività in essere e miglioramento costante del singolo, sotto l’aspetto culturale e professionale.
I valori guida hanno valenza paritetica e devono essere percepiti dai terzi come i fattori che contraddistinguono l’operatività dello Studio nei confronti della concorrenza.
GiottoStudio riconosce che le risorse umane costituiscono un fattore di fondamentale importanza per il proprio sviluppo. La gestione delle risorse umane è fondata sul rispetto della personalità e professionalità di ciascuna di esse nel quadro generale della presente normativa.
2.1 PROFESSIONALITA’ E COMPETENZA
Ciascun destinatario del codice ha l’obbligo del continuo aggiornamento e della formazione professionale continua, con l’obiettivo di fornire un contributo professionale adeguato al progetto che gli viene assegnato. Di conseguenza, egli è tenuto a non accettare incarichi che sappia di non poter svolgere con la necessaria competenza o per i quali non sia in grado di assicurare un’organizzazione adeguata.
In quest’ottica, lo Studio promuove la crescita e la preparazione professionale delle risorse umane che sono, infatti, periodicamente impegnate in aggiornamenti sulle novità e tendenze che riguardano le singole specializzazioni.
2.2 RESPONSABILITA’
Ciascun Destinatario svolge la propria attività lavorativa e le proprie prestazioni con diligenza, efficienza e correttezza, utilizzando al meglio gli strumenti e il tempo a sua disposizione ed assumendo le responsabilità connesse agli adempimenti.
2.3 IMPARZIALITA’
I Destinatari nell'adempimento della prestazione lavorativa, assicurano la parità di trattamento a tutti i soggetti che a vario titolo hanno rapporti con lo Studio, evitando ogni tipo di discriminazione in base all'età, al sesso, allo stato di salute, ala razza, alla nazionalità, alle opinioni politiche e alle credenze religiose dei suoi interlocutori.
2.4 CORRETTEZZA
Tutte le azioni e le operazioni compiute ed i comportamenti tenuti da ciascuno dei Destinatari nello svolgimento della funzione o dell’incarico sono ispirati alla legittimità sotto l’aspetto formale e sostanziale e alla tutela dello Studio, secondo le norme vigenti nei paesi in cui opera e le procedure interne, nonché alla correttezza.
I Destinatari non utilizzano a fini personali informazioni, beni e attrezzature, di cui dispongano nello svolgimento della funzione o dell’incarico.
Ciascun Destinatario non accetta, ne’ effettua, per sé o per altri, pressioni, raccomandazioni o segnalazioni, che possano recare pregiudizio allo Studio o indebiti vantaggi per sé, per lo Studio o per terzi; ciascun destinatario altresì respinge e non effettua promesse di indebite offerte di denaro o altri benefici.
Ai destinatari del Codice è fatto divieto di accettare doni o altre utilità da soggetti in qualsiasi modo interessati all’attività di GiottoStudio. Fanno eccezione a quanto sopra disposto i piccoli regali o cortesie di uso commerciale di modesto valore (omaggi per réclame o per festività, inviti a convegni, riunioni conviviali, ecc.).
2.5 RISERVATEZZA
I Destinatari assicurano la massima riservatezza relativamente a notizie e informazioni dei portatori di interesse con cui vengono in contatto, nel rispetto delle disposizioni di legge, dei regolamenti vigenti e delle procedure interne.
I Destinatari rispettano il segreto d'ufficio e mantengono riservate le notizie e le informazioni apprese nell'esercizio delle proprie funzioni, anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro.
Ciascun destinatario è tenuto a:
       acquisire e trattare solo i dati necessari ed opportuni per le finalità del Servizio/Ufficio di appartenenza ed in diretta connessione con le sue funzioni;
       acquisire e trattare i dati stessi solo all'interno di specifiche procedure;
       conservare i dati in modo che venga impedito che altri, non autorizzati, ne vengano a conoscenza;
       associare i dati stessi con modalità tali che qualsiasi soggetto autorizzato ad avervi accesso possa agevolmente trarne un quadro, il più possibile preciso, esauriente e veritiero;
       non divulgare ai mezzi di informazione notizie connesse allo svolgimento delle attività lavorative, salvo specifiche autorizzazioni.
2.6 QUALITA’
Lo Studio è orientato alla soddisfazione del cliente e indirizza la propria attività ai più elevati standard di qualità. L’obiettivo più importante che tutti i destinatari del Codice devono perseguire è, quindi, quello di creare relazioni di qualità con i propri clienti. Sotto tale aspetto la qualità relazionale, soprattutto nelle attività di erogazione di servizi, deriva e si origina dall’espressione di comportamenti ad alta affidabilità e trasparenza, uniti all’utilizzo di capacità di ascolto ed empatie elevate, al fine di far vivere ai propri interlocutori un’esperienza positiva.
2.7 TUTELA DELL’IMMAGINE
La tutela dell’immagine rappresenta un aspetto di particolare importanza per GiottoStudio. Tutti i destinatari del Codice devono impegnarsi a rispettare i principi del presente Codice nei rapporti tra colleghi, clienti, fornitori e terzi in generale, mantenendo un contegno decoroso e conforme allo stile dello Studio.

3. CONFLITTO DI INTERESSE
I Destinatari perseguono, nello svolgimento della collaborazione, gli obiettivi e gli interessi generali di GiottoStudio.
I Destinatari devono informare senza ritardo, tenuto conto delle circostanze, i propri referenti delle situazioni o attività nelle quali potrebbero essere titolari di interessi in conflitto con quelli dello Studio (o qualora di tali interessi siano titolari prossimi congiunti), ed in ogni altro caso in cui ricorrano rilevanti ragioni di convenienza. I Destinatari rispettano le decisioni che in proposito sono assunte dallo Studio.

4. TRASPARENZA CONTABILE E COMPLETEZZA DELL’OPERAZIONE
La trasparenza contabile si fonda sulla verità, accuratezza e completezza dell'informazione di base per le registrazioni contabili.
Tutte le azioni e le operazioni di GiottoStudio devono avere una registrazione adeguata e deve essere possibile la verifica del processo di decisione, autorizzazione e di svolgimento. Per ogni operazione è conservata agli atti un'adeguata documentazione di supporto dell'attività svolta, al fine di poter procedere in qualsiasi momento all'effettuazione di controlli che attestino le caratteristiche e le motivazioni dell'operazione ed individuino i soggetti che hanno autorizzato, effettuato, registrato e verificato l'operazione medesima.
I Destinatari sono tenuti a dare informazioni complete, trasparenti, comprensibili ed accurate, in modo tale che nell'impostare i rapporti con GiottoStudio, gli stakeholders siano in grado di prendere decisioni autonome e consapevoli degli interessi coinvolti, delle alternative e delle conseguenze rilevanti. 

5. POLITICA NEI CONFRONTI DEL PERSONALE
GiottoStudio si impegna affinché al suo interno si crei un ambiente di lavoro sereno, in cui tutti possano lavorare nel rispetto delle leggi, dei principi e dei valori etici condivisi. GiottoStudio valorizza la professionalità di dipendenti e collaboratori, sostenendone la formazione, mettendo a disposizione degli stessi strumenti formativi, cercando di sviluppare e fare crescere le specifiche competenze.
Si impegna altresì al rispetto della normativa sulla sicurezza sul lavoro e a promuovere la sicurezza in tutti i luoghi che costituiscono l'ambiente di lavoro stesso. 

6. RAPPORTI TRA DIPENDENTI - COLLABORATORI - SOCI
I rapporti tra dipendenti, collaboratori, soci devono essere sempre improntati ai principi di una civile convivenza e devono svolgersi nel rispetto, reciproco, dei diritti e della libertà delle persone. 

7. RAPPORTI CON L’ESTERNO, RAPPORTI CON LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, RAPPORTI CON ORGANIZZAZIONI POLITICHE E SINDACALI
I Destinatari devono rispettare le regole del presente Codice anche nei rapporti verso l’esterno. I rapporti con le Istituzioni pubbliche saranno tenuti solo dalle persone a ciò autorizzate.
Tutti i rapporti con la Pubblica Amministrazione devono essere uniformati a principi di diligenza, trasparenza ed onestà.
I Destinatari del presente Codice devono tenere un comportamento ispirato alla massima correttezza ed integrità nei rapporti con dipendenti e rappresentanti di enti pubblici, forze politiche e sindacali.
Omaggi e atti di cortesia e di ospitalità verso rappresentanti di governi, pubblici ufficiali e pubblici dipendenti sono consentiti solo quando siano di modico valore e comunque tali da non compromettere l’integrità o la reputazione di una delle parti e da non poter essere interpretati, come finalizzati ad acquisire vantaggi in modo improprio. 

8. RAPPORTI CON LE AUTORITA' GIUDIZIARIE
GiottoStudio nello svolgimento della propria attività opera in modo lecito e corretto collaborando con l'Autorità Giudiziaria, le Forze dell'Ordine e qualunque Pubblico Ufficiale che abbia poteri ispettivi e svolga indagini nei confronti di clienti/potenziali clienti dello Studio pur nel rispetto del segreto professionale. Lo Studio esige che tutti i dipendenti e collaboratori prestino la massima disponibilità e collaborazione nei confronti di chiunque venga a svolgere ispezioni e controlli per conto dell'Inps, Guardia di Finanza, Procura della Repubblica, e qualunque altra Pubblica Amministrazione.
Nessuno deve tentare di persuadere altri a fornire informazioni false o ingannevoli alle autorità competenti. 

9. RAPPORTI CON I CLIENTI
I rapporti intrattenuti con la clientela devono essere improntati a lealtà, trasparenza e riservatezza, e caratterizzati da cortesia e professionalità, e ciò per consolidare il rapporto di fiducia con i clienti e promuovere l'immagine di GiottoStudio presso il pubblico.
Il personale, nell'ambito delle proprie competenze, deve tenersi sempre informato ed aggiornato per offrire al cliente risposte soddisfacenti e favorirne scelte consapevoli. In tale ottica, è cura dei Destinatari fornire informazioni quanto più possibile chiare, complete e comprensibili all'interlocutore. 

10. RAPPORTI CON I FORNITORI
La selezione dei fornitori e la determinazione delle condizioni d'acquisto sono basate su una valutazione obiettiva della qualità e del prezzo del bene o servizio, nonché delle garanzie di assistenza e di tempestività. 

11. VIOLAZIONI DEL CODICE ETICO
Le disposizioni del presente Codice sono parte integrante delle obbligazioni contrattuali assunte dai Destinatari, o dai soggetti aventi relazioni d'affari con lo Studio. La violazione delle norme del Codice potrà costituire inadempimento delle obbligazioni contrattuali, con ogni conseguenza di legge, anche in ordine alla risoluzione del contratto o dell'incarico e all'eventuale risarcimento dei danni.

martedì 17 gennaio 2017

APPROVATI I MODELLI DEFINITIVI E LE ISTRUZIONI DEI MODD. 730, IVA, CU, 770

Con distinti Provvedimenti datati 16 gennaio 2017, l’Agenzia delle Entrate ha reso disponibile sul proprio sito i modelli e le istruzioni definitivi del:
  • Mod. 730;
  • Mod. IVA;
  • Mod. CU;
  • Mod. 770;
relativi al periodo di imposta 2016.
I contribuenti dovranno tener conto dei nuovi termini di presentazione delle dichiarazioni.
Infatti, per quanto riguarda il modello 730, è stata disposta per i CAF/professionisti abilitati “virtuosi”, la proroga a regime, dal 7 luglio al 23 luglio, del termine per:
  • la consegna al contribuente della copia del Mod. 730 e del relativo prospetto di liquidazione Mod. 730-3;
  • l’invio telematico all’Agenzia delle Entrate dei Modd. 730 comprensivi dei Modd. 730-4;
a condizione che lo stesso CAF/professionista abilitato abbia inviato all’Agenzia, entro il 7 luglio, almeno l’80% delle dichiarazioni.
È stata, inoltre, concessa la proroga dal 7 al 23 luglio anche per la trasmissione all’Agenzia del Mod. 730 precompilato direttamente da parte del contribuente, senza che questo determini la tardività della presentazione.
Per la dichiarazione IVA, a partire da quest’anno viene meno la “storica” presentazione della dichiarazione in forma unificata (redditi – IVA). I soggetti obbligati a presentare il modello IVA devono effettuare l’invio in forma telematica, tra il 1° ed il 28 febbraio 2017.
Da quest’anno non dovrà essere presentata la comunicazione dati IVA.
Con riferimento alla Certificazione Unica predisposta dai sostituti di imposta, il termine di consegna al lavoratore è stato differito dal 28 febbraio al 31 marzo 2017. Rimane fermo al 7 marzo il termine entro cui i sostituti devono inviare la Certificazione Unica ordinaria all’Agenzia delle Entrate.
Il termine di presentazione del 770/2017, che da quest’anno accoglie in un unico modello i dati che fino allo scorso anno erano comunicati con i modelli 770 semplificato e 770 ordinario, rimane fissato al 31 luglio 2017.

giovedì 29 dicembre 2016

PUBBLICATE LE BOZZE DELLE DICHIARAZIONI IVA 2017

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate sono state pubblicate le bozze dei modelli IVA 2017, e in particolare:
  • Modello e istruzioni del Mod. IVA 2017;
  • Modello e istruzioni del Mod. IVA base 2017;
  • Modello e istruzioni del Mod. IVA 74-bis 2017.
Tra le novità più rilevanti in materia, che hanno comportato modifiche nel modello IVA 2017, si segnala che:
  • quest’anno, per la prima volta, non è più possibile inviare la dichiarazione unificata con il Mod. UNICO; per il Mod. IVA 2017 è obbligatoria la presentazione entro il 28 febbraio 2017;
  • a seguito dell’introduzione del comma 6-bis, art. 8, D.P.R. n. 322/1998, è stato istituito il nuovo quadro VN per indicare il credito derivante dal minor debito o dal maggior credito scaturito dalle dichiarazioni integrative;
  • sono stati introdotti nuovi campi nei quadri VE e VF a seguito dell’entrata in vigore delle nuove percentuali di compensazione per i produttori agricoli, nonché della nuova aliquota IVA al 5%;
  • sono state apportate modifiche nel quadro VO, in conseguenza della fine del periodo transitorio nel quale era stato possibile optare per il regime forfetario dopo aver già optato per il regime ordinario o per quello dei minimi. 

lunedì 21 novembre 2016

Imprenditoria e libere professioni al femminile: in arrivo finanziamenti agevolati

Con un comunicato stampa del 16 novembre 2016, Confprofessioni comunica dal tavolo di monitoraggio del Dipartimento delle pari opportunità, ministero dello Sviluppo economico, Abi, Confprofessioni e associazioni imprenditoriali, è stato stabilito un plafond da 1,5 miliardi di euro dedicati esclusivamente alle libere professioniste e alle imprese femminili.
Per dare concreta attuazione al protocollo firmato lo scorso giugno per agevolare i rapporti tra le banche, le imprese femminili e le libere professioniste, sono state individuate tre linee di finanziamento:
Investiamo nelle donne che mette a disposizione finanziamenti finalizzati a realizzare nuovi investimenti materiali e immateriali;
Donne in start up che mette a disposizione finanziamenti finalizzati a favorire la costituzione di nuove imprese ovvero l’avvio della libera professione;
Donne in ripresa che mette a disposizione finanziamenti finalizzati a favorire la ripresa delle pmi e delle lavoratrici autonome che, per effetto della crisi, attraversano una momentanea situazione di difficoltà.
Il presidente di Confprofessioni, Gaetano Stella, ha accolto l'iniziativa con grande favore ha infatti affermato: «È evidente come l'accesso al credito sia una delle principali criticità per il sistema professionale italiano e, in particolare, per la popolazione femminile. Le nuove linee di finanziamento sono una risposta concreta alle problematiche creditizie che colpiscono le donne e testimoniano la nostra volontà di garantire pari opportunità all'interno delle professioni, favorendo nuove fonti di finanziamento per gli investimenti, l'avvio di start up professionali e il rilancio della libera professione al femminile. Ci auguriamo che questa iniziativa rappresenti un primo passo per avviare un dialogo costruttivo con il sistema bancario».
I finanziamenti sono concessi su base individuale, senza alcun automatismo e a condizioni competitive rispetto alla media di mercato; inoltre possono beneficiare della garanzia del fondo di garanzia per le pmi in favore delle imprese a prevalente partecipazione femminile. Il protocollo prevede inoltre la possibilità che il rimborso del capitale dei finanziamenti possa essere sospeso una sola volta nell’intero periodo dell’ammortamento del finanziamento bancario per un periodo fino a 12 mesi in caso di maternità e malattia dell’imprenditrice o di un suo parente.

mercoledì 26 ottobre 2016

ROTTAMAZIONE CARTELLE EQUITALIA: COSA PREVEDE LA LEGGE

È stato pubblicato ieri, in Gazzetta Ufficiale, il decreto legge che contiene il testo definitivo sulla cosiddetta rottamazione delle cartelle di pagamento di Equitalia. Finalmente è possibile definire con certezza – almeno salve modifiche in sede di legge di conversione da parte del Parlamento – come funziona la sanatoria delle cartelle esattoriali, o meglio chiamata «definizione agevolata».

Quali cartelle nella sanatoria?
La sanatoria opera solo per i carichi inclusi in ruoli, affidati a Equitalia negli anni dal 2000 al 2015.
Possono essere rottamati tutti i ruoli relativi a imposte, compresa l’Iva, ai tributi, nonché a contributi previdenziali e assistenziali affidati rispettivamente dall’agenzia delle Entrate e dall’Inps o Inail all’agente della riscossione dal 2000 al 2015. Rientrano nella sanatoria anche i ruoli relativi a sanzioni derivanti da violazioni del Codice della strada. Anche i ruoli emessi da Regioni, Province, Città metropolitane e Comuni, relativi per esempio all’Ici o alla tassa sui rifiuti, rientrano automaticamente nella rottamazione.
Non rientrano nella sanatoria i ruoli relativi all’Iva riscossa all’importazione, al recupero di aiuti di Stato, ai crediti da danno erariale per sentenze di condanna della Corte dei Conti, alle ammende e alle sanzioni pecuniarie dovute per provvedimenti e sentenze penali di condanna.

Cosa si paga?
Il contribuente dovrà pagare sicuramente il debito capitale (ossia la tassa vera e propria o i contributi previdenziali e assistenziali o, nel caso di contravvenzioni per violazioni del codice della strada, la multa vera e propria). Bisogna versare anche:
– l’aggio da calcolare però solo sul capitale e sugli interessi da ritardata iscrizione a ruolo;
– gli interessi da ritardata iscrizione a ruolo;
– le spese eventualmente sostenute per esecuzioni forzate.

Per le multe stradali bisogna versare la sanzione e l’aggio della riscossione commisurato però soltanto a tale importo, le eventuali spese di esecuzione e le spese di notifica della cartella. Non bisogna pagare la maggiorazione del 10% che scatta ogni sei mesi e gli interessi di mora.
  
Cosa non si paga?
Il contribuente non deve pagare le sanzioni, gli interessi di mora nonché le sanzioni e le somme aggiuntive dovute sui contributi previdenziali.
  
Come presentare la domanda di rottamazione?
Chi vuole aderire alla rottamazione deve presentare l’istanza a Equitalia entro il 22 gennaio 2017 (ossia entro 90 giorni dalla pubblicazione del decreto legge in Gazzetta Ufficiale). La modulistica sarà pubblicata sul sito di Equitalia stessa entro quindici giorni dalla data di entrata in vigore del decreto legge.
 Se il contribuente ha in corso un giudizio di opposizione alla cartella di cui chiede la definizione agevolata, in tale dichiarazione dovrà dichiarare la pendenza della causa e di volervi rinunciare.
  
Come e quando pagare?
Nella istanza il debitore dovrà indicare se intende pagare in un’unica soluzione o anche a rate, specificando il numero di rate. Bisognerà specificare anche come materialmente si preferisce effettuare il versamento (domiciliazione bancaria, bollettini precompilati o allo sportello).
 Per chi ha manifestato l’intenzione di pagare la rottamazione a rate bisogna ancora aspettare. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, Equitalia comunica ai debitori che hanno presentato la domanda di adesione alla rottamazione l’ammontare complessivo delle somme dovute ai fini della definizione, nonché quello delle singole rate, e il giorno e il mese di scadenza di ciascuna di esse; in ogni caso, la prime due rate sono ciascuna pari ad un terzo e la terza e la quarta ciascuna pari ad un sesto delle somme dovute, la scadenza della terza rata non può superare il 15 dicembre 2017 e la scadenza della quarta rata non può superare il 15 marzo 2018.
Il pagamento delle somme dovute per la definizione può essere effettuato:
a) mediante domiciliazione sul conto  corrente  eventualmente indicato dal debitore nella dichiarazione;
b) mediante bollettini precompilati, che Equitalia è tenuto ad allegare alla comunicazione;
c) presso gli sportelli dell’agente della riscossione.
  
Quando si decade dalla sanatoria?
Il mancato, insufficiente o tardivo pagamento dell’unica rata o anche di una sola di esse determinerà la decadenza dalla definizione e tutto torna come prima, con la ripresa automatica delle misure cautelari e/o esecutive sulle somme residue ancora dovute e l’esclusione da una nuova rateazione.
 I versamenti già effettuati sono trattenuti da Equitalia a titolo di acconto dell’importo complessivamente dovuto a seguito dell’affidamento del carico e non determinano l’estinzione del debito residuo, di cui Equitalia prosegue l’attività di recupero e il cui pagamento non può essere rateizzato.
 Riprendono così a decorrere i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi, termini che dopo la presentazione della domanda di adesione alla rottamazione erano rimasti sospesi.
  
Pignoramenti precedenti e futuri
Equitalia non può avviare nuove azioni esecutive oppure iscrivere nuovi fermi amministrativi e ipoteche, fatti salvi i fermi amministrativi e le ipoteche già iscritti alla data di presentazione della dichiarazione, e non può altresì proseguire le procedure di recupero coattivo precedentemente avviate, a condizione che non si sia ancora tenuto il primo incanto con esito positivo ovvero non sia stata presentata istanza di assegnazione ovvero non sia stato già emesso provvedimento di assegnazione dei crediti pignorati.
  
Chi ha in corso una rateazione?
Può aderire alla rottamazione anche chi ha già in corso una dilazione con Equitalia, purché le rate in scadenza dal 1° ottobre al 31 dicembre 2016 vengano pagate. Non verranno comunque rimborsate né compensate le somme già versate a titolo di sanzioni e interessi di mora non più dovuti a seguito della definizione.

In particolare il decreto legge stabilisce la facoltà di aderire alla definizione agevolata anche per i debitori che hanno già pagato parzialmente, anche a seguito di provvedimenti di dilazione emessi da Equitalia, le somme dovute relativamente ai carichi e purché, rispetto ai piani rateali in essere, risultino adempiuti tutti i versamenti con scadenza dal l° ottobre al 31 dicembre 2016. In tal caso:
 a) ai fini della determinazione dell’ammontare delle somme da versare si tiene conto esclusivamente degli importi già versati a titolo di capitale e interessi inclusi nei  carichi   affidati,  nonché, di aggio e di rimborso delle spese per le procedure esecutive e delle spese di notifica della cartella di pagamento;
 b) restano definitivamente acquisite e non sono rimborsabili le somme versate, anche anteriormente alla definizione, a titolo di sanzioni incluse nei carichi affidati, di interessi di dilazione, di interessi di mora e di sanzioni e somme aggiuntive di cui all’articolo 27, comma 1, del decreto legislativo 26 febbraio 1999, n. 46;
 c) il pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione determina, limitatamente ai carichi definibili, la revoca automatica dell’eventuale   dilazione   ancora   in   essere precedentemente accordata da Equitalia.
  
Cosa non rientra nella rottamazione
Sono esclusi dalla definizione agevolata i carichi affidati a Equitalia recanti:
 a) le risorse proprie tradizionali previste dall’articolo 2, paragrafo 1, lettere a) e b), della decisione 94/728/CE, Euratom del Consiglio, del 31 ottobre 1994, come riformato dalla decisione 2007/436/CE, Euratom del Consiglio, del 7 giugno 2007, e l’imposta sul valore aggiunto riscossa all’importazione;
 b) le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’articolo 14 del regolamento CE n. 659/1999;
 c) i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
 d) le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;

 e) le sanzioni amministrative per violazioni al Codice della strada limitatamente agli interessi, compresi quelli di cui all’articolo 27, sesto comma, della legge 24 novembre 1981, n. 689 (maggiorazione semestrale del 10%).

venerdì 21 ottobre 2016

I NUOVI INCENTIVI PER CHI DONA PRODOTTI A FINI DI SOLIDARIETÀ SOCIALE: LA CD. “LEGGE ANTISPRECHI”


Dallo scorso 14 settembre 2016, è in vigore la Legge 19 agosto 2016, n. 166, disciplinante le modalità di cessione gratuita delle eccedenze alimentari, prodotti farmaceutici ed altri prodotti a fini di solidarietà sociale e per la limitazione degli sprechi.
In particolare, dal punto di vista fiscale, gli artt. 16 e 17 prevedono che:
· la cessione gratuita dei prodotti sopra elencati a enti pubblici, ONLUS e enti privati di assistenza non si qualifica come destinazione a finalità estranee all’esercizio d’impresa;
· la comunicazione relativa alla cessione gratuita dei citati prodotti ai fini di solidarietà sociale può essere effettuata con modalità semplificate;
· i comuni possono disporre una riduzione della TARI dovuta per le utenze non domestiche da parte dei soggetti che producono/distribuiscono beni alimentari, successivamente ceduti gratuitamente alle persone in maggiori condizioni di bisogno o per l'alimentazione animale.